Il lago Pantano di Pignola - Pignola (Potenza), Basilicata - Itinerari

Il lago Pantano di Pignola, la cui area è riserva naturale dal 1980, occupa la parte più depressa di un'ampia conca pedemontana in origine paludosa. A seguito di alterne vicende, nel periodo fascista la piana venne bonificata e messa a coltura. Alla fine degli anni '60 fu ripristinata come zona umida con la costruzione di una piccola diga di sbarramento dell'emissario situata nella parte nord-orientale del lago. Lo specchio lacustre doveva infatti garantire l'approviggionamento idrico del polo industriale di Potenza, che fu poi costruito nei pressi di Tito Scalo. Da allora il processo rinaturalizzazione spontanea ha velocemente ripristinato delle ottimali condizioni di naturalità con l'insediamento di specie e fitocenosi caratteristiche degli ambienti lacustri e rare nell'ambiente appenninico soprattutto per gli invasi di origine artificiale di recente costituzione. Dal 1980 per il lago Pantano di Pignola è stata istituita una Riserva Regionale della Regione Basilicata, attualmente gestita dal WWF, mentre dal 1996 è stato proposto come SIC (Sito di Importanza Comunitaria per l'Unione Europea) per l'elevato valore naturalistico. All'interno della Riserva è presente un centro visitatori dove è possibile rivolgersi a personale qualificato per visite guidate nell'Oasi. L’importanza naturalistica del lago è legata alle sue caratteristiche di semi-naturalità, dovute alla scarsa pendenza delle sponde ed alla ridotta variazione del livello delle acque nel corso dell’anno, caratteristiche che consentono alla vegetazione acquatica costituita da canne, giunchi, tife, di avere un ambiente stabile. Quest’insieme di condizioni creano situazioni ideali alla nidificazione o allo svernamento di numerose specie di uccelli. Nel corso degli ultimi anni il numero di specie presenti nello specchio d’acqua è aumentato sia per lo stabilizzarsi delle condizioni ecologiche, sia per la protezione accordata all’area. Seppure limitata, sussiste una zona alberata e arbustiva, un tempo estesa su un’area più vasta, costituita da salici, pioppi, ontani, biancospino, rosa canina, caprifoglio, viburno. Avvicinandosi alle sponde del lago prevale la vegetazione palustre con specie più fortemente legate alla presen­za dell’acqua come la canna di palude, che raggiunge altezze di oltre due metri, la tifa, presente anche lungo i canali di scolo e varie specie di giunchi. La vegetazione acquatica più evidente è rappresentata dal ranuncolo d’acqua, dalla lingua d’acqua, con le grandi foglie ovali ed una evidente fioritura verde sostenuta da un robusto peduncolo, dalla lenticchia d’acqua, pre­sente nella acque ferme e facilmente riconoscibile per gli addensamenti di piccolissime foglie verdi che si formano nel periodo estivo. Il lago che osserviamo oggi è il risultato di profonde modi­fiche avvenute nel corso degli ultimi decenni di questo secolo che, fortunatamente, non hanno determinato situa­zioni di grave danno ambientale. Notizie certe sulla presenza di questo specchio d’acqua sono riconducibili ad una stampa del 1702 che posiziona il lago ai piedi dell’abitato di “Vigniola”, nelle immediate vicinanze della chiesa della Madonna del Pantano. Doveva trattarsi sicuramente di un piccolo specchio d’acqua dell’estensione di pochi ettari formato dal ristagno di acque piovane, trattenute da un rudimentale sbarramento di pietra e terriccio, in quanto il lago non ha nessun immissario diretto. Tuttavia esso rappresentava una risorsa economica di rilievo per l’attività della pesca, per l’uso delle acque per irrigare orti e per dissetare gli animali al pascolo, per la raccolta delle canne, dei giunchi e della paglia usate per l’intreccio. Nell’800 si comincia ad ipotizzare la realizzazione di opere di prosciugamento delle acque per eliminare i problemi igienici dovuti alla presenza di paludi, ritenute veicolo di malaria. La crisi dell’industria chimica e la chiusura degli impianti di Tito portano ad un ridimensionamento del progetto che, anche per l’intervento delle associazioni ambientaliste, viene adeguato alle esigenze di conservazione dell’ambiente palustre.

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10 giugno 2009
Pinco pallino ha scritto:
Con i quotati chef Stefano Al dreghetti, Ernst Friedrich Knam, Borut Jakice Olmedo Franco Pedro Javier, che si daranno battaglia tra i fornelli, sotto gli occhi attenti di una giuria ad alto contenuto di professionalità. Tra i giurati, figurano esponenti quali Angelo Concas, rinomato enogastronomo sardo,e Gavino Sanna, pubblicitario sardo di fama internazionale.
10 giugno 2009
Pinco pallino ha scritto:
Con i quotati chef Stefano Al dreghetti, Ernst Friedrich Knam, Borut Jakice Olmedo Franco Pedro Javier, che si daranno battaglia tra i fornelli, sotto gli occhi attenti di una giuria ad alto contenuto di professionalità. Tra i giurati, figurano esponenti quali Angelo Concas, rinomato enogastronomo sardo,e Gavino Sanna, pubblicitario sardo di fama internazionale.
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