Museo Nazionale di Capodimonte - Napoli, Campania - Musei

Con la restituzione alla sua doppia e originaria connotazione di residenza regale e di prestigiosa sede museale; con l’apertura dei suoi spazi museali all’arte contemporanea; con la recente presentazione, nelle stesse sale del Museo, di mostre d’alto rilievo culturale (dall’ultimo Caravaggio a Velázquez e al ritratto di corte al tempo di Tiziano); con l’aggiunta recente di nuovi acquisti dal Quattro all’Ottocento e, per il contemporaneo, con importanti prestiti privati ‘a lungo termine’, Capodimonte, il nuovo Museo di Capodimonte, oggi è più che mai un rinnovato e straordinario museo di storia e d’arte. La collezione permanente del Museo di Capodimonte deve la sua composizione alle complesse vicende storiche, artistiche e culturali che hanno coinvolto la città di Napoli e l’intero territorio del Mezzogiorno d’Italia dalla fine del ‘200 a tutto il ‘900. Il nucleo originario costituito dalla prestigiosa collezione Farnese, è stato integrato in seguito dalle acquisizioni effettuate dai Borbone, dai Savoia e in epoca successiva all’Unità d’Italia, nonché dai numerosi acquisti e dalle acquisizioni più recenti. Una sezione con opere di arte contemporanea espressamente eseguite per il museo, completa le raccolte facendo di Capodimonte un unicum nel panorama museale europeo per la commistione fra arte antica ed esperienze artistiche più recenti. Una efficace lettura delle raccolte può essere fatta attraverso il percorso espositivo, distribuito su tre livelli in più di centodieci sale, partendo dal piano nobile con la Galleria Farnese e l’Appartamento Reale, per proseguire successivamente al secondo livello dove è esposta la sezione delle arti a Napoli, fino al terzo livello che ospita la collezione ottocentesca e quella di Arte Contemporanea. La Galleria Farnese, custodisce la straordinaria collezione di famiglia, giunta a Napoli quale eredità del re Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta Farnese, ultima discendente della celebre e prestigiosa famiglia del Rinascimento italiano. Raccoglie i più grandi capolavori di arte pittorica, opere di Tiziano, di Raffaello, El Greco, Correggio, Parmigianino, i Carracci, esempi prestigiosi di un percorso tra le scuole pittoriche italiane ed europee dal ‘400 al ‘700. Un ingente nucleo di pittura fiamminga, di cui fanno parte i capolavori di Brueghel il Vecchio, costituisce un ulteriore importante tassello della collezione. Nucleo di grande fascino e suggestione è la Galleria delle cose rare, una sorta di “camera delle meraviglie” dove sono raccolti bronzi, cristalli di rocca, maioliche, argenti, sapientemente raggruppati intorno al celebre cofanetto farnese, straordinario esempio di oreficeria italiana del 500. Di particolare interesse le sculture in bronzo di Giambologna, Francesco di Giorgio Martini; lungo il percorso figurano anche dipinti confluiti nelle raccolte del museo in epoche successive, che integrano le diverse scuole pittoriche con opere dell’importanza della Crocifissione del Masaccio o la Santa Eufemia di Mantegna, quest’ultima proveniente dalla ricchissima collezione Borgia acquisita nel 1817. I saloni monumentali dell’Appartamento Reale documentano la storia del Palazzo come prestigiosa residenza reale. Le opere esposte in queste sale, mobili, arazzi, porcellane e suppellettili rare, ripercorrono in maniera cronologica la storia della corte napoletana, dei suoi sovrani e delle dinastie che si sono succedute fino all’Unità d’Italia. I nuclei più significativi sono raccolti nella Galleria delle Porcellane e nell’Armeria, che espongono esemplari di estrema raffinatezza. Di particolare suggestione sono gli ambienti del Salottino pompeiano, della Sala della Culla, del monumentale salone da Ballo e del magnifico salottino di porcellana, realizzato per la Reggia di Portici in onore della regina Maria Amalia e trasferito a Capodimonte in epoca Savoia. La Galleria Napoletana: la storia delle arti figurative a Napoli è documentata, al secondo piano del museo, con opere eseguite da artisti meridionali o da maestri come Simone Martini, Corot, Tiziano, che inviarono qui opere prestigiose. Gran parte di questo patrimonio proviene da importanti complessi religiosi. Emerge in queste sale il ruolo strategico di Napoli quale grande capitale europea e importante crocevia di scambi culturali tra le tradizioni figurative dell’area mediterranea. Il percorso si snoda dai grandi esempi dei maestri di formazione giottesca, attraverso le sale dedicate al quattrocento aragonese e alla cultura composita del XVI secolo, fino alla grande fioritura del Seicento, vero e proprio “secolo d’oro” della cultura figurativa napoletana, i cui riflessi si riverseranno nella stagione settecentesca, tra Rococò e Illuminismo. Soggetti di carattere religioso si alternano a temi profani, testimonianza del gusto raffinato dell’aristocrazia del tempo, del quale le sale dedicate alla collezione d’Avalos rappresentano una testimonianza particolarmente significativa. A questa raccolta appartiene anche la magnifica serie di arazzi di manifattura fiamminga del XVI secolo, raffiguranti scene della Battaglia di Pavia. L’Ottocento: nello spazio recuperato nell’area dei sottotetti, nel corso del grande intervento che ha interessato il Museo negli ultimi 15 anni, è ospitata una ricca selezione di opere del XIX secolo, confluite a Capodimonte per volontà dei Sovrani di casa Borbone e Savoia e per successive acquisizioni, molte delle quali dovute a donazioni di illustri collezionisti. I più importanti maestri napoletani danno testimonianza dello svolgersi della scuola pittorica partenopea, tra la tradizione Accademica e la nuova tematica del vero. L’Arte Contemporanea: Capodimonte è l’unico museo in Italia di arte antica a possedere una sezione dedicata all’arte contemporanea. La collezione, posta al terzo livello del museo ed in parte del sottotetto, è aperta al pubblico dal 1996 ed è costituita per lo più da opere di importanti artisti internazionali, espressamente concepite per gli spazi di Capodimonte, in occasione di mostre personali che si sono succedute a partire dal Grande Cretto Nero di Alberto Burri del 1978.

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10 giugno 2009
Pinco pallino ha scritto:
Con i quotati chef Stefano Al dreghetti, Ernst Friedrich Knam, Borut Jakice Olmedo Franco Pedro Javier, che si daranno battaglia tra i fornelli, sotto gli occhi attenti di una giuria ad alto contenuto di professionalità. Tra i giurati, figurano esponenti quali Angelo Concas, rinomato enogastronomo sardo,e Gavino Sanna, pubblicitario sardo di fama internazionale.
10 giugno 2009
Pinco pallino ha scritto:
Con i quotati chef Stefano Al dreghetti, Ernst Friedrich Knam, Borut Jakice Olmedo Franco Pedro Javier, che si daranno battaglia tra i fornelli, sotto gli occhi attenti di una giuria ad alto contenuto di professionalità. Tra i giurati, figurano esponenti quali Angelo Concas, rinomato enogastronomo sardo,e Gavino Sanna, pubblicitario sardo di fama internazionale.
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